“Verde aziendale”: spesa inerente e IVA detraibile

 

Con la recente Ordinanza n. 15843 del 15 giugno 2018, la Corte di Cassazione ha affermato il principio che gli interventi di realizzazione e/o manutenzione della zona “verde” dell’area di pertinenza dello stabilimento, ancorché eccedenti la semplice gestione degli spazi a verde circostanti gli edifici destinati all’attività d’impresa, concorrono a valorizzare l’immagine dell’azienda e, pertanto, costituiscono spese inerenti. Ne consegue che l’IVA corrisposta è detraibile.

Nella controversia riguardante l’indetraibilità dell’IVA sulle spese per la realizzazione e manutenzione del verde aziendale su un terreno pertinenziale allo stabilimento, i giudici tributari hanno confermato la pretesa tributaria rilevandone la natura di spese di rappresentanza, e dunque l’indetraibilità dell’imposta, in considerazione dell’estensione e dell’articolazione degli interventi volti sostanzialmente al miglioramento dell’immagine aziendale.
La Corte di Cassazione, invece, pur rilevando la natura di “operazione di rappresentanza”, ha tratto proprio dalla finalità delle spese di valorizzare l’immagine aziendale il necessario presupposto di inerenza per riconoscere la detraibilità dell’IVA.
Al riguardo i giudici della Suprema Corte hanno precisato che ai fini della detrazione d’imposta, la disciplina IVA rinvia alla disciplina delle imposte sui redditi per la definizione di spese di rappresentanza a cui riservare la prevista limitazione di detraibilità. Orbene, la definizione di spese di rappresentanza è ricavata in contrapposizione alle spese di pubblicità.
Secondo l’orientamento formato in giurisprudenza il discrimine tra spese di pubblicità e spese di rappresentanza sta negli “obbiettivi perseguiti”, atteso che costituiscono spese di rappresentanza i costi sostenuti per accrescere il prestigio della società senza dar luogo ad una aspettativa di incremento delle vendite, mentre sono spese di pubblicità o propaganda quelle aventi come scopo preminente quello di pubblicizzare prodotti, marchi e servizi dell’impresa con una diretta finalità promozionale e di incremento delle vendite.
Costituisce presupposto per la qualificazione del costo nell’una o nell’altra categoria, dunque, il fatto che questo deve cadere su un bene od un servizio, che viene fornito gratuitamente ai destinatari, i quali sono soggetti esterni ed estranei all’impresa (clienti, utenti, la generalità dei consociati, …), e, dunque, normalmente si concretizza in omaggi, cene, soggiorni, gadget di vario genere.
Nell’ipotesi di spese per interventi di sistemazione e/o manutenzione della zona “verde” dell’area pertinenziale allo stabilimento, osserva la Corte di Cassazione, il costo riguarda un bene aziendale e, in quanto tale, non è riconducibile alle spese di rappresentanza, neanche qualora sia effettuato in vista di un miglioramento dell’immagine aziendale e, dunque, secondo una finalità che appare caratteristica delle spese di rappresentanza.
Sotto il diverso profilo dell’inerenza della spesa, nel caso in cui l’intervento realizzato vada, per estensione e articolazione, oltre la semplice gestione degli spazi a verde circostanti gli edifici destinati all’attività d’impresa, la Corte Suprema ha rilevato proprio dalla finalità di valorizzare l’immagine dell’impresa la connessione funzionale con le finalità imprenditoriali che giustifica la detraibilità dell’IVA corrisposta. A tal fine, infatti, l’inerenza esprime la riferibilità del costo sostenuto all’attività d’impresa, ossia che ad esso sia riconoscibile una capacità di arrecare, anche in via solo potenziale, una utilità diretta od indiretta.