Non paga l’irap il professionista che ricorre a collaborazioni strumentali

 


I compensi per prestazioni in mansioni strumentali elementari (pulizia, facchinaggio), o delimitate per adempimenti collaterali rispetto all’attività professionale (adempimenti antiriciclaggio o tutela privacy), sono ininfluenti ai fini della sottoposizione ad Irap del professionista (Corte di cassazione – ordinanza n. 9787/2018).

Il professionista non è tenuto al pagamento dell’Irap, se nell’espletamento della propria attività professionale, si avvale di collaboratori in modo soltanto occasionale, variabili sia nella prestazione, sia nell’entità di anno in anno, peraltro per importi non dotati di particolare significatività rispetto all’ammontare dei redditi percepiti in ciascuna annualità e per prestazioni destinate ad estrinsecarsi in mansioni strumentali elementari rispetto allo svolgimento di prestazioni autonome (pulizia, facchinaggio), o rigorosamente delimitate per adempimenti anche in questo caso collaterali rispetto alla medesima attività (adempimenti antiriciclaggio o tutela privacy.


Tale esclusione è in linea con principio più volte ribadito secondo cui il requisito dell’autonoma organizzazione, quale presupposto impositivo dell’Irap, ricorre qualora il contribuente:
– sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse;
– impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segretaria ovvero meramente esecutive.