Obblighi assuntivi: computo dei lavoratori stagionali

 


In merito alle divergenze interpretative riguardanti i criteri di computo dei lavoratori stagionali ai fini della definizione dell’organico aziendale su cui parametrare gli obblighi assuntivi riferiti al personale disabile, nelle more di eventuali pronunciamenti interpretativi ministeriali o di pronunciamenti giurisprudenziali, si ritiene che il limite semestrale per gli operai agricoli, possa arrivare fino al limite delle 180 giornate di lavoro annue.


Per le attività di carattere stagionale nel settore agricolo, non va preso come riferimento l’arco temporale complessivo del rapporto per determinare il superamento o meno della durata di sei mesi, ma bisogna tenere conto delle giornate di lavoro effettivamente prestate nell’arco dell’anno solare, ancorché non continuative (DPR 333/2000 e circ. Min. Lav. n. 4/2000). Tuttavia, le fonti indicate non definiscono quale sia l’esatto numero delle giornate effettivamente lavorate corrispondenti al periodo semestrale sopraindicato.
Pertanto, al fine di uniformare l’orientamento degli Organi di vigilanza, l’Ispettorato nazionale del lavoro, nelle more di eventuali pronunciamenti interpretativi ministeriali o giurisprudenziali, ritiene che il predetto limite semestrale per gli operai agricoli, possa arrivare fino al limite delle 180 giornate di lavoro annue. Tale orientamento trova giustificazione, sia in disposizioni di carattere normativo che regolamentare, dalle quali si evince che il criterio di distinzione fra il rapporto a termine e il rapporto a tempo indeterminato in agricoltura è rappresentato proprio dal superamento o meno di tale limite quantitativo.
Si ricorda in proposito che l’articolo 23 del CCNL degli operai agricoli e florovivaisti, che individua in 180 giornate di lavoro l’anno il discrimen fra rapporti a termine e a tempo indeterminato, ma anche l’articolo 8 della legge n. 457/72, che in materia di cassaintegrazione salari considera lavoratori a tempo indeterminato “quelli che svolgono annualmente oltre 180 giornate lavorative presso la stessa azienda”.