L’INPS riapre i termini per le domande “Bonus asili nido 2017”

 

L’INPS ha reso noto che in seguito alle numerose istanze pervenute, è concessa ai genitori la possibilità di integrare le domande per ottenere il contributo alle spese di frequenza dell’asilo nido (pubblico o privato autorizzato) da parte dei figli relative al 2017, in cui siano stati omesse le mensilità da settembre a dicembre 2017, entro il 31 marzo 2018 (Messaggio 1° marzo 2018, n. 952).

BONUS ASILO NIDO


Si ricorda che a decorrere dall’anno 2017, per i nati a partire dal 1° gennaio 2016, l’Inps eroga ai genitori che ne fanno richiesta, un contributo pari a 1.000 euro su base annua e parametrato a 11 mensilità:
– per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati (cd. “Bonus Asilo Nido);
– per l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei 3 anni, affetti da gravi patologie croniche (cd. “Bonus a forme di supporto presso la propria abitazione”).
Entrambi i bonus sono erogati dall’Inps, sulla base della modalità scelta nella domanda: con bonifico domiciliato, con accredito su conto corrente bancario/postale, su libretto postale o carta prepagata con IBAN.
Tuttavia, mentre il “Bonus asilo nido” è erogato con cadenza mensile dietro presentazione della documentazione attestante l’avvenuto pagamento delle singole rette, il “Bonus a forme di supporto presso la propria abitazione” è erogato in un’unica soluzione.
La procedura di acquisizione della domanda è stata attivata dall’INPS il 17 luglio 2017. Perciò, in relazione al Bonus asilo nido 2017, sono state previste due diverse modalità di presentazione e gestione:
– bambini con frequenza scolastica compresa tra gennaio e luglio 2017 (mesi per i quali il richiedente era già in possesso di documentazione di spesa);
– bambini con frequenza scolastica per il periodo settembre-dicembre 2017.
Per ogni annualità, il termine ultimo per la presentazione della domanda e l’allegazione della documentazione di spesa è fissato al 31 dicembre; quindi per il 2017 era il 31 dicembre 2017.

RIAPERTURA DEI TERMINI


Con riferimento alle domande di “Bonus Asilo Nido 2017”, sono giunte numerose richieste di riesame da parte di genitori che hanno omesso di indicare nella domanda originaria, tutti o parte dei mesi di frequenza compresi tra settembre e dicembre 2017, per i quali non sono entrati immediatamente in possesso della documentazione di spesa.
Per consentire il recupero del bonus riferito a tali mensilità, l’INPS ha disposto la riapertura dei termini, fissando la nuova scadenza (improrogabilmente) al 31 marzo 2018.
A tal fine, dal 2 marzo 2018 i genitori che hanno omesso di indicare nella domanda originaria, tutti o parte dei mesi di frequenza compresi tra settembre e dicembre 2017, possono effettuare l’integrazione della domanda ed allegare i relativi documenti di spesa, ottenendo così il bonus anche per tali mensilità.
Per consentire l’integrazione della domanda e l’allegazione della documentazione relativa ai pagamenti delle rette di frequenza dell’asilo nido (pubblico o privato) dei mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre 2017, è stata attivata una specifica funzionalità nel servizio telematico disponibile sul portale INPS, accessibile mediante autenticazione con PIN dispositivo, SPID o CNS, denominato “Bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione”.
In particolare, attraverso il suddetto servizio, accedendo al menù “Allegati Domande”, occorre selezionare la domanda da integrare e la tipologia di documento da inserire (es: Fattura). Con questa operazione diventano visibili, oltre a tutti i mesi già richiesti in domanda, i mesi (“settembre”, “ottobre”, “novembre” e “dicembre”) non inseriti all’atto della domanda (in rosso), con la possibilità di allegare la relativa documentazione di spesa.
Con riferimento a domande che risultino già in stato “respinta”, accedendo al menù “invio richiesta di variazione”, è necessario inviare una motivata richiesta di variazione tramite la funzione “allega nuovo documento su respinta”. Una volta ripristinato lo stato “da istruire”, è possibile allegare la documentazione relativa ai mesi non indicati nella domanda originaria.