T.I.A.: il diniego di detassazione passa per l’avviso di accertamento

 

Con la sentenza n. 4967 del 2 marzo 2018, la Corte di Cassazione ha affermato che in caso di richiesta di agevolazione o riduzione della Tariffa di Igiene Ambientale (T.I.A), e più in generale della tassa per lo smaltimento dei rifiuti, il concessionario ha l’obbligo, prima dell’iscrizione a ruolo, di notifica dell’avviso di accertamento per il diniego. In caso contrario la cartella di pagamento deve ritenersi nulla.

FATTO


La società contribuente ha presentato istanza di detassazione ai fini della T.I.A. (tariffa di igiene ambientale) in relazione allo smaltimento degli imballaggi terziari, in considerazione della non assimilabilità ai rifiuti urbani.
In pendenza del giudizio avente ad oggetto l’atto di diniego della richiesta di detassazione (annullato con sentenza non definitiva), il concessionario incaricato della riscossione della T.I.A. ha emesso e notificato la cartella di pagamento che, in considerazione dell’importo iscritto a ruolo, rappresentava la pretesa tributaria con l’implicito diniego della detassazione richiesta.
In seguito al rigetto del ricorso da parte dei giudici tributari, la società contribuente ha promosso azione in Cassazione denunciando l’illegittimità della decisione sotto diversi profili, tra cui la “nullità del ruolo e quindi della cartella di pagamento, in quanto emessa senza la preventiva notifica di un avviso di accertamento motivato, come prescritto dalla normativa”.

DECISIONE DELLA CASSAZIONE


La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società contribuente, dichiarando la nullità della cartella di pagamento, contenente l’implicito diniego alla richiesta di detassazione inoltrata dalla società contribuente in relazione ai rifiuti da imballaggi terziari, poiché emessa dal concessionario senza la preventiva notifica di un avviso di accertamento.
I giudici della Suprema Corte hanno precisato che in base alla disciplina in materia di T.I.A., e più in generale della tassa per lo smaltimento dei rifiuti, il concessionario o la società di raccolta dei rifiuti hanno l’obbligo di accertamento sostanziale prima dell’iscrizione a ruolo quando la maggiore imposta derivi:
– dalla rettifica apportata alle condizioni di tassabilità denunciate dal contribuente;
– dall’accertamento d’ufficio delle condizioni di tassabilità in caso di omessa denuncia;
– dal diniego della riduzione o agevolazione richiesta dal contribuente con apposita istanza;
– dall’esercizio di un potere discrezionale eventualmente riconosciuto dallo ius superveniens, anche ove restino ferme le fattuali condizioni di tassabilità.
In tutte le ipotesi suindicate l’iscrizione a ruolo diretta, senza la preventiva notifica di un avviso di accertamento, determina la nullità della cartella di pagamento, per violazione della norma che richiede l’emissione di un atto di accertamento contenente le motivazioni che hanno determinato la maggiore imposta.
Al contrario, l’emissione diretta della cartella di pagamento sulla base di un accertamento “formale”, cioè senza emissione di un distinto e preventivo avviso di accertamento, deve ritenersi legittima nel caso in cui::
– il concessionario o la società di raccolta rifiuti non contesti le condizioni di tassabilità indicate nella denuncia originaria, integrativa o di variazione presentata dal contribuente;
– non vi sia diniego della richiesta di agevolazioni od esenzioni;
– l’errore derivi dalla mancata considerazione di una sopravvenuta disposizione (chiaramente e non discrezionalmente) applicabile alla fattispecie, quando restino ferme tutte le precedenti fattuali condizioni di tassabilità.