Garage utilizzabile: ok alla TARSU

 


Nell’ipotesi di garage siti all’interno di locali è applicabile la tassa sui rifiuti, siano essi autonomamente accatastati come unità immobiliari o siano essi semplici posti auto assegnati in via esclusiva ad un occupante dell’immobile (Corte di Cassazione – Sentenza 02 marzo 2018, n. 4961).

La Suprema Corte accoglie il ricorso dell’amministrazione comunale avverso la sentenza della CTR che, riformando la decisione della CTP aveva accolto l’appello del contribuente contro gli avvisi di accertamento emessi dal Comune con i quali ingiungeva il pagamento della TARSU relativa ai garage di sua proprietà, deducendo l’inidoneità degli immobili a produrre rifiuti.
La Cassazione sottolinea che il presupposto della tassa di smaltimento dei rifiuti ordinari solidi urbani è l’occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte a qualsiasi uso adibiti: l’esenzione dalla tassazione di una parte delle aree utilizzate perché ivi si producono rifiuti speciali, come pure l’esclusione di parti di aree perché inidonee alla produzione di rifiuti, sono subordinate all’adeguata delimitazione di tali spazi ed alla presentazione di documentazione idonea a dimostrare le condizioni dell’esclusione o dell’esenzione; il relativo onere della prova incombe al contribuente.
Quindi, è posto a carico dei possessori di immobili una presunzione legale relativa di produzione di rifiuti. Ne consegue che l’impossibilità dei locali o delle aree a produrre rifiuti per loro natura o per il particolare uso non può essere ritenuta in modo presunto dal giudice tributario, essendo onere del contribuente indicare nella denuncia originaria o di variazione le obiettive condizioni di inutilizzabilità, le quali devono essere “debitamente riscontrate in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o ad idonea documentazione”.