Origine in etichetta del pomodoro: al via l’obbligo dell’indicazione

 


In via sperimentale fino al 31 dicembre 2020 è scattato l’obbligo dell’indicazione dell’origine in etichetta del pomodoro ai prodotti alimentari pre-imballati destinati al consumatore finale, ovvero, ai derivati del pomodoro ed ai sughi e salse preparate a base di pomodoro (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali – decreto 16 novembre 2017).

L’indicazione dell’origine prevede l’utilizzo in etichetta della dicitura:
– “Paese di coltivazione del pomodoro”;
– “Paese di trasformazione del pomodoro”.
– “Nome del paese”, qualora il pomodoro impiegato sia stato coltivato e trasformato interamente in un unico Paese;
– “UE”, “non UE”, “UE e non”, qualora la coltivazione e la trasformazione del pomodoro avvenga nei territori di più Paesi membri dell’Unione europea o situati al di fuori dell’Unione europea.


Le indicazioni sull’origine devono essere indelebili e riportate in etichetta in un punto evidente in modo da essere facilmente visibili e chiaramente leggibili: non devono essere in nessun modo nascoste, oscurate, limitate o separate da altre indicazioni scritte o grafiche o da altri elementi suscettibili di interferire.
In caso di violazione dei suddetti obblighi, è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da euro milleseicento a euro novemilacinquecento.