Contributi commercianti: prescrizione bloccata dall’avviso dell’Agenzia delle Entrate

 

Con la recente Ordinanza n. 4388 del 22 febbraio 2018, la Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione prevista per i crediti contributivi della gestione artigiani e commercianti, è interrotta a favore dell’Inps, anche dalla notifica dell’atto dell’Agenzia delle Entrate emesso in seguito al controllo della dichiarazione dei redditi.

FATTO


L’INPS ha emesso avviso di addebito nei confronti del contribuente per omesso versamento di somme dovute a titolo di contributi alla gestione commercianti.
Il contribuente ha impugnato l’atto contestando il decorso dei termini di prescrizione consentiti per il recupero dei contributi previdenziali e assistenziali.
L’avviso di addebito è stato emesso dall’Inps in considerazione degli effetti interruttivi del termine di prescrizione, conseguenti all’iscrizione a ruolo effettuata dall’Agenzia delle Entrate per gli importi oggetto dell’avviso in sede di controllo automatizzato della dichiarazione dei redditi.
I giudici tributari hanno accolto il ricorso del contribuente affermando che il termine di prescrizione stabilito per il recupero dei contributi non può ritenersi interrotto dalla notifica dell’atto con il quale l’Agenzia delle Entrate accerti l’omesso versamento in sede di controllo automatizzato della dichiarazione.

NORMATIVA SULLA PRESCRIZIONE


La disciplina in materia di prescrizione dei contributi previdenziali e assistenziali stabilisce che quelli dovuti alla gestione artigiani e commercianti non possono essere versati con il decorso di 5 anni.
Tuttavia, la prescrizione è interrotta dalla notificazione dell’atto con il quale si inizia un giudizio (sia questo di cognizione, conservativo o esecutivo), ovvero dalla domanda proposta nel corso di un giudizio, o anche se il giudice adito è incompetente, e da ogni altro atto che valga a costituire in mora il debitore.
In tema di liquidazione, accertamento e riscossione dei contributi e dei premi previdenziali ed assistenziali che devono essere determinati nelle dichiarazioni dei redditi, peraltro, è stabilito che si applicano le stesse disposizioni previste per le imposte sui redditi.


DECISIONE DELLA CASSAZIONE


In considerazione della normativa in materia di prescrizione dei contributi previdenziali e assistenziali, nonché delle disposizioni riguardanti la liquidazione, l’accertamento e la riscossione di quelli liquidati in sede di dichiarazione dei redditi (tra cui i contributi dovuti alla gestione artigiani e commercianti), la Corte di Cassazione ha riformato la decisione dei giudici tributari e respinto il ricorso del contribuente, affermando che il termine di prescrizione dei crediti contributivi deve ritenersi legittimamente interrotto dall’iscrizione a ruolo effettuata dall’Agenzia delle Entrate in seguito al controllo formale della dichiarazione dei redditi.
I giudici della Corte Suprema hanno precisato che l’Agenzia delle Entrate, nell’ambito delle proprie funzioni, avvalendosi di procedure automatizzate, procede alla liquidazione delle imposte, dei contributi e dei premi dovuti, nonché dei rimborsi spettanti in base alle dichiarazioni presentate dai contribuenti.
In tema di iscrizione a ruolo dei crediti degli enti previdenziali, dunque, la stessa svolge un’attività di controllo sui dati denunciati dal contribuente, richiedendo anche il pagamento dei contributi e premi omessi o evasi, con successiva trasmissione all’INPS, sicché ove il maggior contributo previdenziale dovuto sia accertato dall’Agenzia delle Entrate prima dello spirare del termine di prescrizione, la notifica dell’avviso di accertamento incide sia sul rapporto tributario che su quello contributivo previdenziale, determinando l’interruzione della prescrizione anche in favore dell’INPS.