Attività di somministrazione di alimenti e bevande per l’home restaurant

 


È da considerarsi come un’attività di somministrazione di alimenti e bevande quella dell’home restaurant (MISE – Risoluzione n. 493338 del 6 novembre 2017).


 


Ai fini dell’inquadramento della tipologia di attività in oggetto, essa è da considerarsi come un’attività di somministrazione di alimenti e bevande, e può essere esercitata previo possesso dei requisiti di onorabilità nonché professionali ai sensi dell’articolo 71 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 e previa presentazione di una SCIA, qualora si svolga in zone non tutelate, o previa richiesta di un’autorizzazione, ove trattasi di attività svolta in zone tutelate.
Salvo diverso avviso da parte del Ministero della Salute, la verifica delle prescrizioni previste a livello sanitario dovrebbe essere garantita dalla circostanza che nel modulo relativo alla notifica ai fini della registrazione è espressamente prevista, tra le tipologie di attività, quella di home restaurant.
In merito all’applicabilità dei requisiti di sorvegliabilità, il competente Ministero dell’Interno ha precisato che l’assoggettamento dell’attività in questione alla disciplina della somministrazione di alimenti e bevande comporta, in linea di principio, la soggezione ai controlli e agli eventuali poteri sanzionatori e interdittivi dell’Autorità di pubblica sicurezza comuni a tutti gli esercizi pubblici. L’attività in discorso non espone a problematiche significativamente maggiori o diverse dalle comuni cene ad inviti presso abitazioni private e pertanto, sotto il profilo della pubblica sicurezza, l’applicazione agli home restaurant di un regime di sorvegliabilità quale quello concepito per tutt’altro ordine di esercizi e quindi di problematiche non avrebbe alcuna ragionevole utilità.