Rimborso delle imposte sui redditi entro il termine dei 48 mesi

 


La Cassazione con l’ordinanza 01 febbraio 2018, n. 2533 ha affermato che il termine di decadenza per la presentazione dell’istanza di rimborso delle imposte sui redditi decorre dal giorno dei singoli versamenti in acconto, qualora questi già all’atto della loro effettuazione, risultino parzialmente o totalmente non dovuti sussistendo, in questa ipotesi, l’interesse e la possibilità di richiedere il rimborso sin da tale momento, a nulla rilevando la riliquidazione successiva.

Nella fattispecie esaminata dalla Suprema Corte, la CTR del Lazio, con la sentenza respingeva l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate, confermando la parziale legittimità della domanda di rimborso proposta dal lavoratore in relazione all’eccedenza di ritenute IRPEF operate dal sostituto d’imposta della Cassa di previdenza lavoratori sulle somme corrisposte a titolo di indennità di cessazione del rapporto di lavoro ed assoggettate a tassazione separata.
Secondo la CTR la domanda di rimborso non era incorsa nella decadenza di cui all’art. 38 dPR n. 602/1973, decorrendo il termine di 48 mesi dal momento in cui era stato effettuato il ricalcolo dell’ammontare finale della tassazione separata con conseguente versamento a saldo in favore del contribuente.
L’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, al quale ha resistito con controricorso la parte intimata, che pure ha depositato memoria.
Il ricorso, con il quale si prospetta la violazione dell’art. 38 dPR n. 602/1973, è fondato.
Questa Corte ha reiteratamente chiarito che il termine di decadenza per la presentazione dell’istanza di rimborso delle imposte sui redditi, previsto dal D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38, non può che decorrere dal giorno dei singoli versamenti in acconto, nel caso in cui questi, già all’atto della loro effettuazione, risultino parzialmente o totalmente non dovuti sussistendo, in questa ipotesi, l’interesse e la possibilità di richiedere il rimborso sin da tale momento, a nulla rilevando la riliquidazione successiva (alla quale peraltro non si riferisce l’istanza di rimborso).
Non può dubitarsi, allora, che nel caso esaminato dalla CTR la contestazione fondante la domanda di rimborso del contribuente – correlata alla circostanza che la ritenuta era stata operata applicando l’aliquota piena e non l’aliquota ridotta del 12,50% – era direttamente collegata alla struttura stessa del calcolo della ritenuta e, pertanto, poteva essere fatta valere fin dal momento di effettuazione della ritenuta.
A tali principi, idonei a confutare le difese del controricorrente anche esposte in memoria, non si è conformato il giudice di appello.
Pertanto, in accoglimento del ricorso, la sentenza impugnata va cassata senza rinvio, non occorrendo ulteriori accertamenti, sicché il ricorso introduttivo, risultando evidente il decorso del termine di decadenza di 48 mesi dalla ricezione delle somme al momento dell’istanza di rimborso proposto dal contribuente va rigettato.