CCNL scuola: firmato il rinnovo

 

Sottoscritto il primo contratto nazionale di lavoro del nuovo comparto Istruzione e Ricerca.

Il CCNL interessa un milione e duecentomila tra docenti, personale ata, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi dopo anni di blocco delle retribuzioni e in particolare comprende i dipendenti:
– della Scuola: docenti, educatori, amministrativi, tecnici ed ausiliari;
– dell’AFAM: direttori, docenti, coordinatori, assistenti, coadiutori;
– dell’Università: dirigenti, elevate professionalità e personale amministrativo;
– degli Enti pubblici di ricerca:  personale amministrativo e tecnico, tecnologi e ricercatori di 21 enti.
Le parti su cui il nuovo contratto interviene sostituiscono le norme precedenti, quelle su cui non interviene rimangono tutte in vigore. Il nuovo contratto contiene delle parti comuni (riguardanti quindi tutti e 4 i settori) e delle parti specifiche riguardanti, quindi, solo quel settore.
Gli Aumenti a regime decorreranno dal 1 marzo 2018. Gli arretrati, relativo al 2016, 2017 e primi due mesi 2018, sanno pari a circa 450 euro medi. Con il meccanismo dell’elemento perequativo viene assicurato per il 2018 un aumento non inferiore a circa 80 euro per tutti i profili professionali.
L’elemento perequativo dura 10 mesi, a regime viene comunque garantita una riduzione della forbice salariale tra le diverse posizioni stipendiali a favore delle retribuzioni più basse. L’IVC non viene riassorbita dagli aumenti ma si aggiunge alla retribuzione tabellare. In aggiunta ci sono le risorse da contrattare a livello di scuola: il cosiddetto “fondino” della finanziaria 2018 e una quota delle risorse del “bonus” (una parte ha incrementato la RPD e, quindi, anche a beneficio dei supplenti annuali e fino al 30 giugno).