Promozione del welfare aziendale nel settore Commercio di Vicenza

 


Siglato il 31/1/2018, tra la CONFCOMMERCIO Imprese per l’Italia e la FILCAMS-CGIL, la FISASCAT-CISL, la UILTUCS-UIL, l’accordo territoriale sperimentale per la promozione del welfare nella contrattazione di secondo livello della provincia di Vicenza.

Le parti, allo scopo di dare la possibilità di introdurre misure di welfare aziendale, stabiliscono che il premio di risultato non debba essere erogato da parte delle aziende che istituiscano, entro il 31 marzo di ogni anno un piano di welfare aziendale per l’anno in corso rispetto al quale i lavoratori abbiano manifestato consenso unanime e vincolante.
Il suddetto piano di welfare aziendale dovrà avere le seguenti caratteristiche minime:
– Il piano deve essere esteso a tutti i lavoratori in forza che possano vantare un’anzianità aziendale di dodici mesi nell’anno civile precedente (1 gennaio-31 dicembre);
– Il plafond minimo messo a disposizione di ciascun lavoratore non potrà essere inferiore a strumenti di “welfare” del valore di 180 euro da riproporzionarsi per i lavoratori part- time.
– Il plafond dovrà essere utilizzato entro il 15 dicembre dello stesso anno;
– Il piano di welfare dovrà essere aggiuntivo rispetto alle eventuali offerte di beni e servizi presenti in azienda sia unilateralmente riconosciute per regolamento, lettera di assunzione o altre modalità di formalizzazione, che derivanti da accordi collettivi;
– Il valore dei beni e servizi attribuiti al lavoratore dovrà venir mensilmente riportato nel Libro Unico del Lavoro.
Le parti convengono che il valore degli strumenti di Welfare non ha incidenza su qualsivoglia istituto retributivo del lavoratore beneficiario, sia diretto, indiretto e differito ivi compreso il trattamento di fine rapporto.
Le aziende dovranno, entro il 20 marzo di ciascun anno, comunicare alle parti firmatarie (Filcams CGIL, Fisascat CISL, Uiltucs UIL e Confcommercio) il presente accordo l’intenzione di introdurre piani di welfare.
Con separato protocollo tecnico saranno concordate le modalità di gestione dei dati ricevuti all’indirizzo PEC entebilateralevi@legalmail.it e la modulistica di comunicazione.
Il piano di welfare dovrà prevedere la messa a disposizione di alcuni degli strumenti di “welfare” di seguito elencati.
– Incremento delle prestazioni di previdenza complementare, di natura negoziale, prevista dalla contrattazione;
– Servizi di educazione e istruzione riferiti alla prima infanzia, compresi i servizi integrativi di mensa;
– Servizi di educazione e istruzione riferiti all’infanzia e all’adolescenza;
– Servizi di educazione e istruzione, compresa l’iscrizione a scuole di lingue private e a corsi per l’ottenimento di attestati e/o qualifiche professionali;
– Servizi per la frequenza di ludoteche, centri estivi e invernali;
– Attività di natura ricreativa;
– Fruizione di borse di studio a favore dei familiari;
– Servizi di assistenza sociale, anche domiciliare, ai familiari anziani, disabili, o non autosufficienti;
– Ulteriori prestazioni sanitarie integrative rispetto a quelle attualmente previste e disciplinate dalla contrattazione collettiva nazionale;
– Servizi per la salute della persona;
– Servizi per il benessere psicofisico della persona;
– Altre prestazioni previste dall’art. 51 TUIR ovvero beni e servizi in natura nei limiti di cui all’art. 51, comma 3 del TUIR.
Si conferma che il costo massimo a carico dell’azienda non può superare il plafond individuale stabilito nel piano welfare.