Dichiarazione integrativa tardiva: correzione ammessa in sede contenziosa

 

Con la sentenza n. 2220 del 30 gennaio 2018, Corte Suprema ha affermato che eventuali vizi commessi nella redazione della dichiarazione dei redditi che abbiano determinato un debito d’imposta di fatto inesistente, in caso di tardiva presentazione della dichiarazione integrativa, possono essere corretti in sede contenziosa.

Nell’ambito di una controversia riguardante la contestazione di omesso / carente versamento di imposte risultanti da dichiarazione dei redditi in seguito al controllo automatizzato della stessa, i giudici tributari hanno respinto il ricorso del contribuente, nonostante il debito d’imposta fosse determinato da un mero errore nella compilazione della dichiarazione, corretto con la presentazione di una dichiarazione integrativa, sul rilievo che quest’ultima risultava presentata oltre il termine stabilito dalla normativa.
Su ricorso del contribuente, che ha ribadito l’eccezione di inesistenza del debito tributario, in quanto emergente per un mero errore nella compilazione della dichiarazione, come riscontrato peraltro dalla Guardia di Finanza nel corso di una verifica fiscale, i giudici della Corte di Cassazione hanno riformato la decisione dei giudici tributari affermando il seguente principio: poiché la dichiarazione è – in linea generale, salvo casi particolari o parti specifiche di essa – un atto di scienza e quindi sempre emendabile, il contribuente può fare valere eventuali vizi commessi nella redazione della stessa, che attengano al merito della pretesa tributaria, anche in sede contenziosa indipendentemente dal rispetto dei termini per la presentazione della emenda.
Con riferimento ai termini di presentazione della dichiarazione integrativa per correggere errori od omissioni, la Corte Suprema ha precisato, inoltre, che il contribuente indipendentemente dalle modalità e termini di cui alla dichiarazione integrativa e dall’istanza di rimborso, in sede contenziosa, può sempre opporsi alla maggiore pretesa tributaria dell’amministrazione finanziaria, allegando errori, di fatto o di diritto, commessi nella redazione della dichiarazione, incidenti sull’obbligazione tributaria.