Infortuni sul lavoro e tutela assicurativa, i limiti del “rischio professionale”

 

E’ indennizzabile l’infortunio determinatosi nell’espletamento dell’attività lavorativa connessa, in relazione a rischio non proveniente dall’apparato produttivo ma insito in una attività prodromica e comunque strumentale allo svolgimento delle medesime mansioni

Il caso giudiziario riguarda la domanda di un lavoratore socio artigiano, volta ad ottenere l’indennizzo per tutti i danni riportati a seguito dell’infortunio in itinere subito. La Corte d’appello territoriale aveva rilevato che nell’attività degli artigiani occorreva distinguere tra la prestazione lavorativa manuale o professionale, direttamente produttiva del bene, da quella inerente alla direzione ed amministrazione dell’impresa. Non era controverso che il lavoratore fosse rimasto coinvolto in un incidente stradale mentre si stava recando presso l’opificio, per controllare l’esecuzione dei lavori di allacciamento della linea elettrica, ma doveva escludersi che l’infortunio si fosse verificato durante lo svolgimento di attività complementare o sussidiaria a quella lavorativa manuale.
Ricorre così in Cassazione l’artigiano, rilevando che la Corte avrebbe dovuto accertare che egli stesse svolgendo attività non manuale di sovraintendenza e controllo del lavoro altrui, con la conseguenza che la tutela assicurativa doveva estendersi all’infortunio di cui era stato vittima.
Per la Suprema Corte il ricorso è fondato, in quanto che “l’occasione di lavoro” non prevede necessariamente che l’infortunio avvenga durante lo svolgimento delle mansioni lavorative tipiche in ragione delle quali è stabilito l’obbligo assicurativo. E’ infatti indennizzabile anche l’infortunio determinatosi nell’espletamento dell’attività lavorativa connessa, in relazione a rischio non proveniente dall’apparato produttivo ed insito in una attività prodromica e comunque strumentale allo svolgimento delle medesime mansioni, anche se riconducibile a situazioni ed attività proprie del lavoratore.