Per ridotta capacità lavorativa non sempre spetta l’assegno di invalidità

 


In caso di riduzione della capacità lavorativa ai fini del riconoscimento dell’assegno ordinario di invalidità si deve fare riferimento non solo ad attività lavorative sostanzialmente identiche a quelle precedentemente svolte dall’assicurato, ma anche a tutte quelle occupazioni che, pur diverse, facciano ragionevolmente presumere l’adattabilità professionale al nuovo lavoro, senza esporre l’assicurato ad ulteriore danno per la salute (Corte di Cassazione Ordinanza n. 30871/2017).

Il caso di specie riguarda l’attribuzione, nei primi due gradi di giudizio, ad un lavoratore dell’assegno ordinario di invalidità sul presupposto che le mansioni impiegatizie cui era stato adibito dopo l’infarto del miocardio non potevano considerarsi come una ragionevole evoluzione della professionalità acquisita quale scaricatore portuale, essendogli state attribuite solo con finalità di prevenzione di ulteriori danni alla salute, e avevano per di più comportato una diminuzione della retribuzione di fatto percepita, dovuta alla perdita dell’indennità di turno e del compenso per lavoro straordinario.
L’INPS avverso tale pronuncia ha proposto ricorso accolto in Cassazione ribadendo il principio secondo cui, ai fini del riconoscimento dell’assegno ordinario di invalidità, la sussistenza del requisito concernente la riduzione a meno di un terzo della capacità di lavoro dell’assicurato in occupazioni confacenti alle sue attitudini, deve essere verificata con riferimento non solo ad attività lavorative sostanzialmente identiche a quelle precedentemente svolte dall’assicurato, ma anche a tutte quelle occupazioni che, pur diverse, costituiscano una naturale estrinsecazione delle attitudini dell’assicurato medesimo, tenuto conto di età, sesso, formazione professionale e di ogni altra circostanza emergente nella concreta fattispecie, che faccia ragionevolmente presumere l’adattabilità professionale al nuovo lavoro, senza esporre l’assicurato ad ulteriore danno per la salute.