Senza comunicazione di cambio residenza, la notifica all’indirizzo errato è legittima

 

Con la recente Ordinanza n. 30583 del 20 dicembre 2017, i giudici della Corte di Cassazione hanno affermato che in caso di mancata comunicazione del cambio di residenza all’Amministrazione finanziaria, deve ritenersi legittima la notifica dell’avviso di accertamento eseguita ad un indirizzo errato, con affissione all’Albo pretorio per irreperibilità.

FATTO


I giudici tributari avevano accolto il ricorso del contribuente contro la cartella di pagamento conseguente alla definitività dell’avviso di accertamento emesso nei confronti della società, di cui era socio accomandante, rilevando che l’atto di accertamento societario era stato notificato presso la sua vecchia residenza. La notifica, dunque, si era perfezionata mediante affissione all’Albo pretorio del Comune diverso da quello di residenza. Secondo i giudici tributari la procedura di notifica dell’atto di accertamento prodromico doveva ritenersi viziata da nullità, per non aver messo il contribuente in condizione di esercitare il proprio diritto di difesa, lasciando spirare i termini d’impugnazione.
L’Agenzia delle Entrate ha promosso ricorso in cassazione sostenendo l’illegittimità della pronuncia poiché la notifica dell’avviso di accertamento si era perfezionata con l’affissione dell’avviso all’Albo pretorio, per irreperibilità del contribuente, a causa della mancata comunicazione all’Amministrazione del trasferimento di residenza, di cui la stessa aveva avuto conoscenza solo in seguito all’acquisizione di successiva dichiarazione dei redditi in cui era indicato il nuovo indirizzo.

DECISIONE DELLA CASSAZIONE


I giudici della Suprema Corte hanno accolto il ricorso del Fisco affermando il principio secondo il quale la notificazione degli avvisi e degli atti tributari impositivi è legittimamente eseguita mediante affissione nell’albo pretorio quando nel comune nel quale deve eseguirsi la notificazione il messo notificatore non reperisca il contribuente perché risulta trasferito in luogo sconosciuto. Accertamento, questo, cui il messo deve pervenire dopo aver effettuato ricerche nel comune dov’è situato il domicilio fiscale del contribuente, per verificare che il suddetto trasferimento non si sia risolto in un mero mutamento di indirizzo nell’ambito dello stesso comune. In tal caso la notifica si perfeziona comunque nell’ottavo giorno successivo a quello di affissione.
In conclusione, secondo la Corte di Cassazione, la mancata comunicazione del cambio di residenza all’Amministrazione finanziaria, legittima la notifica degli atti tributari mediante affissione dell’avviso all’albo del comune, senza che da ciò derivi una lesione del diritto di difesa del contribuente.