Ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica: chiarimenti sul contributo

 


Relativamente al pagamento del contributo unificato per i ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in ordine alle modalità di assolvimento del tributo, ai termini per il versamento e alle eventuali attività di recupero in caso di mancata regolarizzazione del versamento (Agenzia Entrate – Circolare 22 dicembre 2017, n. 29/E).

Il contributo unificato per i ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica ha carattere tributario e l’obbligazione del pagamento sorge in capo al ricorrente all’atto della presentazione del ricorso straordinario. Va detto però che il suddetto ricorso è ammesso unicamente per le controversie devolute alla giurisdizione amministrativa, risultando inammissibile con riguardo alla materia tributaria. L’inammissibilità del ricorso straordinario in materia tributaria, non comporta però l’esonero dal pagamento del contributo unificato nel caso in cui il ricorso sia stato comunque presentato; allo stesso modo, l’obbligazione permane anche nell’ipotesi della eventuale rinuncia al ricorso.
Il contributo è inoltre aumentato della metà, qualora il difensore non indichi il proprio indirizzo PEC e il proprio recapito fax, ovvero qualora la parte ometta di indicare il codice fiscale nel ricorso.
Per i ricorsi straordinari notificati successivamente al 1° gennaio 2013, la misura del contributo è pari a 650 euro, mentre, per quelli notificati in data antecedente, nello specifico per i ricorsi notificati a partire dal 07 luglio 2011, il contributo unificato è dovuto nella misura di 600 euro.
Il versamento deve essere effettuato con il modello F24 ELIDE, presentato esclusivamente con le modalità telematiche rese disponibili dall’Agenzia delle Entrate e dagli intermediari.


La competenza in ordine alla verifica del regolare assolvimento del contributo unificato, spetta all’amministrazione che ha emesso l’atto oggetto di impugnazione, che deve provvedere:
– al recupero del contributo, qualora il pagamento sia omesso o insufficiente, notificando al contribuente l’invito al pagamento;
– all’irrogazione della sanzione, in caso di mancato riscontro all’invito al pagamento;
– all’iscrizione al ruolo, in caso di mancato pagamento del contributo e della sanzione richiesti.