Plusvalenza imponibile in caso di permuta immobiliare

 

Con la recente sentenza n. 27303 del 17 novembre 2017, la Corte di Cassazione ha affermato il principio secondo il quale, ai fini IRPEF, in caso di permuta immobiliare di un terreno edificabile in cambio di un fabbricato da realizzare sullo stesso terreno, la plusvalenza è assoggettata a tassazione nell’anno in cui viene realizzato il fabbricato.

In genere, secondo la disciplina che regola i contratti di vendita, quando la cessione ha ad oggetto una cosa futura, l’acquisto della proprietà si determina nel momento in cui la cosa viene ad esistenza.
In caso di permuta di una cosa esistente con una cosa futura, il corrispettivo dell’atto traslativo assume rilevanza fiscale nel momento in cui la cosa futura viene ad esistenza.
La Corte di Cassazione ha affermato che, in caso di permuta immobiliare avente ad oggetto il trasferimento di un terreno edificabile in cambio di una costruzione da realizzare a cura e spese dell’acquirente, ai fini delle imposte sui redditi, la plusvalenza si intende conseguita nel momento in cui la proprietà del fabbricato quale corrispettivo della cessione del terreno entra nel patrimonio del cedente.
A tal proposito, i giudici della Suprema Corte, hanno precisato che l’effetto traslativo si realizza quando la costruzione viene ad esistenza, ossia con l’ultimazione del processo edificatorio nelle sue componenti essenziali, corrispondente alla realizzazione delle strutture fondamentali del fabbricato, senza che abbiano rilevanza le rifiniture o gli accessori.


La plusvalenza così realizzata rientra tra i redditi diversi (se non è conseguita nell’ambito di attività di impresa o professionale) ed è assoggettata a tassazione separata, applicando l’aliquota Irpef corrispondente alla metà del reddito complessivo netto percepito nel biennio anteriore.
Se in uno dei due anni anteriori non vi è stato reddito imponibile si applica l’aliquota corrispondente alla metà del reddito complessivo netto dell’altro anno.
Se non vi è stato reddito imponibile in alcuno dei due anni si applica l’aliquota Irpef prevista per il primo scaglione di reddito (23%).