Assunzioni agevolate lavoratori dalle liste di mobilità: irrilevante la categoria di inquadramento

 

Le agevolazioni contributive previste per l’assunzione di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità (abrogate dal 1° gennaio 2017), sono spettanti anche nel caso di soggetto inquadrato nella categoria di dirigente, essendo irrilevante la mancanza di stabilità del rapporto di lavoro

Nella vicenda giudiziaria in esame, la Corte di Appello territoriale aveva accolto il gravame dell’Inps avverso la sentenza di primo grado con cui era stata accolta la domanda di un datore di lavoro intesa ad ottenere il riconoscimento del diritto alle agevolazioni contributive previste dalla L. n. 223/1991, per l’assunzione di un lavoratore dalle liste di mobilità. Il Giudice di secondo grado, in particolare, aveva chiarito che il lavoratore, già iscritto nelle liste di mobilità, era stato assunto in qualità di dirigente, per cui non spettavano gli sgravi contributivi in parola, atteso il carattere fiduciario del rapporto di lavoro connotato da assenza di stabilità.
Ricorre così in Cassazione il datore di lavoro, lamentando che gli sgravi contributivi in parola spettino in ogni caso di assunzione a tempo indeterminato di un lavoratore iscritto nelle liste di mobilità, senza che rilevi il carattere fiduciario del rapporto dirigenziale e la sua assenza di stabilità.
Per la Suprema Corte, i motivi di ricorso sono fondati. In base al sistema previgente della L. n. 223/1991, l’iscrizione nelle liste di mobilità era volto a creare un status preferenziale del lavoratore, allo scopo di favorirne la sua ricollocazione professionale; la tutela occupazionale dei medesimi lavoratori si realizzava infatti attraverso il riconoscimento di incentivi ai datori di lavoro che assumevano dalle liste, attraverso un incentivo economico e una riduzione contributiva.