Società e associazioni sportive dilettantistiche, ulteriori indicazioni agli ispettori di vigilanza

 

I chiarimenti al personale ispettivo, in merito all’inclusione degli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, tra i soggetti destinatari della disciplina agevolativa fiscale e contributiva

Come noto, ai rapporti di collaborazione sportivo dilettantistici il Legislatore ha da tempo riservato una normativa speciale di favore, volta ad agevolare la pratica dello sport dilettantistico, con la previsione di un trattamento differenziato rispetto alla disciplina generale che regola i rapporti di lavoro. In particolare, vengono ricondotti nella categoria dei “redditi diversi” e quindi non assoggettabili a contribuzione: le indennità di trasferta, i rimborsi forfettari di spesa, i premi e i compensi erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni Sportive Nazionali, dagli Enti di promozione e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportivo dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto. Tale disposizione si applica anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche. Peraltro, nel concetto di “esercizio diretto di attività sportiva” rientrano non solo le prestazioni rese per la partecipazione a gare e/o manifestazioni sportive, ma anche tutte quelle relative allo svolgimento delle attività dilettantistiche di formazione, di didattica, di preparazione e di assistenza, intese nell’accezione più ampia del termine “attività sportiva”.
In sostanza, dunque, al fine di delimitare il campo di applicazione del citato regime agevolativo, occorre avere riguardo a:
1) qualifica del soggetto che eroga il compenso;
2) natura delle prestazioni svolte dal collaboratore.
Riguardo al primo punto, in aderenza al dato letterale della norma, dunque, gli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI sono espressamente inclusi fra gli organismi destinatari del regime agevolato. Oltretutto, la locuzione piuttosto ampia utilizzata dal Legislatore, “qualunque organismo comunque denominato”, consente di ricomprendere qualsiasi altro sodalizio sportivo non professionale da essi (CONI, Federazioni Sportive Nazionali, Enti di promozione sportiva) riconosciuto che svolga quelle funzioni sociali di promozione del benessere psicofisico della persona con finalità di carattere educativo e formativo.