Maggiore capacità contributiva accertata dall’ufficio: prova contraria a carico del contribuente

 


L’accertamento del reddito con metodo sintetico non impedisce al contribuente di dimostrare, attraverso idonea documentazione, che il maggior reddito determinato o determinabile sinteticamente è costituito in tutto o in parte da redditi esenti o da redditi soggetti a ritenute alla fonte a titolo di imposta, tuttavia l’entità di tali redditi e la durata del loro possesso devono risultare da idonea documentazione. (CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 31 ottobre 2017, n. 25996).

Il contribuente ricorre in Cassazione impugnando la sentenza della CTR del Lazio, in tema di accertamento redditometrico, per una maggiore capacità contributiva accertata dall’ufficio dell’Agenzia delle entrate per il 2006 e il 2007 in ragione del possesso di una serie di beni indice. La CTR nel rigettare l’appello della parte contribuente, non avrebbe attribuito la giusta valenza probatoria alla documentazione prodotta che giustificava le spese e i beni posseduti e che sono stati, invece, contestati dall’ufficio come indice di maggior capacità reddituale e, quindi, contributiva. Secondo l’assunto del ricorrente, egli non è tenuto a dimostrare il vero e proprio “nesso causale” tra le disponibilità economiche e la loro compatibilità con il tenore di vita, secondo un’oggettiva destinazione, ma è sufficiente che dimostri un’astratta capacità reddituale.
Per la Cassazione il motivo di ricorso va rigettato. Secondo il costante orientamento di questa Corte l’accertamento del reddito con metodo sintetico non impedisce al contribuente di dimostrare, attraverso idonea documentazione, che il maggior reddito determinato o determinabile sinteticamente è costituito in tutto o in parte da redditi esenti o da redditi soggetti a ritenute alla fonte a titolo di imposta, tuttavia l’entità di tali redditi e la durata del loro possesso devono risultare da idonea documentazione.
Nel caso di specie, la CTR con motivazione congrua ha esaminato tutta la documentazione esibita dal contribuente nei gradi di merito (vendita di un immobile nel 1999, liquidazione di una polizza assicurativa nel 2007 – al di fuori, quindi, del periodo in contestazione -, esigui proventi da locazione, vendita-permuta di veicoli già di proprietà del ricorrente), e attraverso una disamina logica e coerente è pervenuta al convincimento che le presunzioni semplici di maggior capacità reddituale, non fossero state superate, di talché l’accertamento di fatto operato risulta insindacabile nella presente sede, con conseguente conferma della legittimità dell’accertamento dell’ufficio. In particolare, il ricorrente non ha documentato nei gradi di merito di aver “conservato” il denaro proveniente dalla vendita dell’immobile del 1999 fino agli anni oggetto di controversia (2005-2006) per l’acquisto dei beni indice contestati dall’ufficio.