Ammesse all’Art-Bonus le fondazioni “luoghi pubblici di cultura”

 


L’Agenzia delle entrate con risoluzione 07 novembre 2017, n. 136/E afferma che nel caso di una Fondazione individuata dallo Stato, con apposita disposizione legislativa, quale strumento necessario per la migliore gestione di un Museo, dove la collezione permanente del Museo è di proprietà dello Stato, così come il complesso di immobili che lo ospita, le erogazioni liberali destinate al sostegno della Fondazione, sono ammissibili al beneficio fiscale dell’Art-Bonus.

L’art. 1 del D.L. n. 83/2014 convertito dalla L. n. 106/2014 prevede un credito di imposta, nella misura del 65 per cento delle erogazioni effettuate, in favore delle persone fisiche e giuridiche che effettuano erogazioni liberali in denaro per interventi a favore della cultura e dello spettacolo. Esso spetta per le erogazioni liberali in denaro effettuate per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, per il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione e per la realizzazione di nuove strutture, il restauro e il potenziamento di quelle esistenti di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo.
Il credito d’imposta è altresì riconosciuto qualora le erogazioni liberali in denaro effettuate per gli interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici siano destinate ai soggetti concessionari o affidatari dei beni oggetto di tali interventi.
La natura giuridica formalmente di diritto privato di una Fondazione, appositamente costituita da un ente pubblico per la gestione di un museo, consente comunque l’ammissione al beneficio fiscale in esame.
Gli istituti della cultura aventi personalità giuridica di diritto privato, ad esempio perché costituiti in forma di fondazione, hanno natura sostanzialmente pubblicistica e possono perciò ricevere erogazioni liberali, per il sostegno delle loro attività, che beneficiano del credito di imposta, ferma restando la condizione dell’appartenenza pubblica delle collezioni.