Istituti contrattuali cd. indiretti, la retribuzione dipende dalla disciplina contrattuale o legale

 

Per la determinazione della retribuzione dovuta al prestatore di lavoro in relazione agli istituti cd. indiretti non vige nell’ordinamento un principio di onnicomprensività, ma occorre avere riguardo alla disciplina dei singoli istituti, di fonte contrattuale (ferie, tredicesima mensilità, riduzione oraria) o legale (festività)

Il caso giudiziario riguarda la domanda di un lavoratore subordinato che chiedeva di accertare il proprio diritto alla inclusione del compenso per il lavoro straordinario prestato con abitualità, in un dato periodo temporale, nella base di calcolo della retribuzione per ferie, festività, riduzione oraria, tredicesima mensilità. Tanto in primo grado, quanto in appello, il Giudice accoglieva la richiesta del lavoratore. Ricorre così in Cassazione il datore di lavoro, assumendo la erronea interpretazione da parte del giudice del merito della locuzione di retribuzione globale di fatto utilizzata nelle norme di legge e di contratto.
La Suprema Corte accoglie parzialmente il ricorso. Al riguardo, la medesima evidenzia che per la determinazione della retribuzione dovuta al prestatore di lavoro in relazione agli istituti cd. indiretti non vige nell’ordinamento un principio di onnicomprensività, ma occorre avere riguardo alla disciplina dei singoli istituti, di fonte contrattuale (ferie, tredicesima mensilità, riduzione oraria) o legale (festività). Così, quanto alle ferie, esse sono retribuite con la retribuzione globale di fatto, eccettuati gli eventuali compensi che abbiano carattere accidentale in relazione a prestazioni lavorative svolte in particolari condizioni di luogo, ambiente e tempo. Per la tredicesima mensilità, è richiesto il pagamento di “una gratifica ragguagliata ad ogni effetto ad una mensilità, determinata sulla base di 173 ore della retribuzione globale di fatto”. Infine, in ordine ai permessi annui, la cui disciplina comprende le ex festività, viene indicato quale criterio di monetizzazione il valore retributivo sul quale è computata la gratifica natalizia. Qui, la nozione di “retribuzione globale di fatto”, in mancanza di una diversa specificazione nel testo del contratto collettivo, deve intendersi come comprensiva di tutte le voci di retribuzione corrisposte con continuità e sistematicità al lavoratore nell’arco temporale rilevante ai fini della maturazione della retribuzione indiretta (nella specie, l’anno in cui maturano le ferie e la gratifica natalizia). Il ricorso, pero, è fondato per quanto attiene alla interpretazione delle previsioni di legge sulla retribuzione spettante per le festività. Nella norma, l’esplicito riferimento alla nozione di “normale retribuzione”, adottata per limitare l’ambito della locuzione “globale di fatto”, porta ad escludere da tale nozione il compenso per lavoro straordinario, anche se corrisposto in modo fisso e continuativo.