La mancata sottoscrizione della notifica dell’atto è sanabile

 


Determina mera nullità la violazione di specifiche prescrizioni normative sul procedimento notificatorio ed è sanabile ex tunc dalla costituzione in giudizio del destinatario (Corte di Cassazione – Sentenza 11 ottobre 2017, n. 23791).

La Suprema Corte rigetta il ricorso dell’Agenzia dell’Entrate in merito al caso di una società francese che chiedeva al Centro Operativo di Pescara dell’Agenzia, ai sensi dell’art. 10 della Convenzione Italia-Francia contro le doppie imposizioni, il pagamento del credito d’imposta sui dividendi ad essa versati dalla controllata Italiana.
La società transalpina impugnava il silenzio-rifiuto opposto dal COP, con esito favorevole, in quanto, l’appello erariale era dichiarato inammissibile per inesistenza della notificazione.
L’Amministrazione finanziaria ricorre per cassazione, denunciando l’error in procedendo commesso dal giudice d’appello per aver ritenuto inesistente e insanabile la notifica postale dell’atto di gravame a causa dell’omessa sottoscrizione dell’ufficiale giudiziario sulla busta di spedizione della raccomandata e dell’omessa indicazione del numero della raccomandata sulla relata.
La Suprema Corte ribadisce che la notificazione è inesistente solo quando esorbiti completamente dallo schema legale, difettando degli elementi caratteristici del modello delineato dalla legge, mentre la violazione di specifiche prescrizioni normative sul procedimento notificatorio può determinare mera nullità.
La nullità della notifica è sanabile ex tunc dalla costituzione in giudizio del destinatario, sicché la sentenza che abbia dichiarato inammissibile l’appello deve essere cassata con rinvio per la decisione nel merito del gravame qualora l’appellato si sia costituito nel giudizio d’appello, a prescindere dal momento di tale costituzione.
Nella specie, i vizi rilevati dal giudice d’appello, cioè l’omessa sottoscrizione dell’ufficiale giudiziario sulla busta di spedizione della raccomandata e l’omessa indicazione del numero di questa in relata, seppur evidenziano una violazione di legge, certo non privano l’atto degli elementi caratteristici del modello legale, sicché il giudice d’appello ha errato nel farne discendere l’inesistenza della notifica e nell’escluderne la sanatoria per raggiungimento dello scopo in rapporto al tempo di costituzione dell’appellato (successivo allo spirare del termine d’appello).
Più specificamente, risulta erronea l’analogia istituita dal giudice d’appello tra mancata sottoscrizione della busta di spedizione e mancata sottoscrizione dell’avviso di ricevimento, quest’ultima integrando causa di inesistenza della notifica perché – a differenza dell’altra – sicuramente incompatibile con la certezza sul perfezionamento della notifica.