Pensioni pubbliche e verifica reddituale ANF

 


Completata la verifica reddituale degli assegni per il nucleo familiare, corrisposti dal 1 luglio 2015 al 30 giugno 2016 sulle pensioni delle gestioni pubbliche. In materia di ANF continua a trovare applicazione la normativa prevista dalla L. n. 153/1988, la verifica è stata pertanto effettuata sulla base dei redditi dell’anno 2014.


L’importo del reddito da lavoro dipendente proveniente da Agenzia delle Entrate è stato escluso dal computo dei redditi influenti nei seguenti casi:
– l’importo del reddito da lavoro dipendente e assimilato sommato all’importo delle pensioni è uguale alla somma di tutti gli imponibili da pensione dell’anno 2014
– l’importo del reddito da lavoro dipendente è uguale al REDDITO IMPONIBILE DA CU2015 INPS
– l’importo del reddito da lavoro dipendente è uguale al REDDITO ASSIMILATO DA CU2015 INPS.
Nella intranet, vengono messi a disposizione le posizioni elaborate, seguendo il percorso Servizi- Accesso ai servizi GPD (SIN) “prospetto erogazione pensioni – esiti da rata – dicembre 2017”.
Nel caso in cui, siano stati corrisposti importi superiori a quelli effettivamente dovuti, è stato quantificato il debito e impostato il relativo recupero rateale, con un massimo di 60 rate, a partire dalla rateo di marzo 2018. La trattenuta viene determinata in misura pari a un quinto dell’importo lordo mensile della pensione, comprensiva anche dell’indennità integrativa speciale se corrisposta come emolumento a sé stante, al netto delle ritenute IRPEF. L’eventuale importo incapiente sarà recuperato con le seguenti modalità:
– nel caso in cui il pensionato sia titolare anche di altra pensione diretta della gestione pubblica, il recupero sarà impostato automaticamente anche su tale trattamento;
– se non ha altri trattamenti, concordando con il pensionato le modalità di restituzione su convocazione della sede.
Il debito e le relative modalità di recupero vengono notificate agli interessati con comunicazione dedicata inviata a livello centrale con raccomandata con ricevuta di ritorno. Entro 30 giorni dalla notifica il pensionato può contattare la Sede di gestione della pensione e produrre ogni documentazione utile alla eventuale rettifica della situazione reddituale accertata dall’Istituto.
Si rammenta che la campagna reddituale illustrata opera ai soli fini della verifica reddituale della prestazione. I presupposti giuridici per il riconoscimento del diritto devono essere pertanto verificati a cura delle Sedi, le quali dovranno tempestivamente provvedere ad acquisire tutte le variazioni che incidono sul diritto e sulla misura dell’assegno.
In particolare, è necessario procedere alla modifica della composizione del nucleo familiare al momento del compimento del 18° anno d’età dei figli o equiparati ed alla cessazione dell’assegno quando il reddito da lavoro dipendente, pensione o altra prestazione previdenziale derivante da lavoro dipendente sia inferiore al 70% del reddito complessivo del nucleo familiare.