ANF, da novembre 2017 nuove modalità di valorizzazione per gli arretrati in UniEmens

 

A partire dalle denunce di competenza novembre 2017, i datori di lavoro che erogano importi arretrati dell’ANF, su richiesta del lavoratore presentata entro il termine di prescrizione quinquennale, potranno valorizzare il flusso corrente fino al limite di importo pari a 3.000 euro, per singolo lavoratore

Come noto, l’assegno per il nucleo familiare (ANF) spetta ai nuclei familiari dei lavoratori dipendenti, in relazione alla composizione del nucleo familiare ed ai redditi da lavoro dipendente dichiarati. Esso viene corrisposto dal datore di lavoro al lavoratore dipendente che abbia presentato all’azienda l’apposito modello di richiesta con cui è resa una dichiarazione di responsabilità. I redditi si riferiscono all’anno solare precedente a quello della richiesta di ANF, che invece decorre dal mese di luglio dell’anno di richiesta fino a giugno dell’anno successivo. Laddove la domanda venga presentata per uno o per più periodi pregressi, gli arretrati spettanti vengono corrisposti entro 5 anni, secondo il termine di prescrizione quinquennale.
Orbene, a partire dalle denunce con periodo di competenza novembre 2017, i datori di lavoro interessati al conguaglio di importi di ANF arretrati, potranno richiedere per ogni singolo dipendente gli importi spettanti entro un tetto massimo di € 3.000. Le richieste di arretrati per importi ulteriori, invece, potranno essere effettuate utilizzando esclusivamente flussi di regolarizzazione.