APE Sociale: requisito contributivo e rilevanza della contribuzione estera

 

L’Inps annuncia l’adozione di un diverso criterio di valutazione del requisito contributivo, ritenendo ora computabile, per le istanze presentate dal 16 luglio scorso al 30 novembre 2017, i periodi assicurativi esteri, maturati in Paesi UE, Svizzera, SEE o extracomunitari convenzionati con l’Italia.

In via sperimentale dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018, per determinate categorie di soggetti è prevista la possibilità di beneficiare, a seguito di presentazione di apposita domanda, dell’indennità “APE Sociale”, fino al compimento dell’età anagrafica prevista per l’accesso al trattamento pensionistico di vecchiaia. Nello specifico, possono beneficiare dell’APE sociale i soggetti residenti in Italia e iscritti all’AGO dei lavoratori dipendenti, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, alle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi o alla Gestione separata, che siano in possesso dei seguenti requisiti:
a) abbiano compiuto almeno 63 anni di età;
b) si trovino in una delle seguenti condizioni:
– siano in stato di disoccupazione involontaria, abbiano concluso da almeno 3 mesi di godere della prestazione per la disoccupazione loro spettante ed abbiano un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
– assistano da almeno 6 mesi il coniuge, l’unito civilmente, un parente di 1° grado convivente con handicap in situazione di gravità e siano in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
– abbiano una riduzione della capacità lavorativa uguale o superiore al 74% e siano in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
– siano lavoratori dipendenti in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 36 anni, che, al momento della decorrenza dell’APE sociale, risultino svolgere o aver svolto in Italia, da almeno 6 anni, in via continuativa, una o più delle attività lavorative definite “gravose”.
Quanto al requisito dell’anzianità contributiva minima (30 o 36 anni), ai fini del perfezionamento si tiene conto di tutta la contribuzione versata o accreditata, a qualsiasi titolo, nella o nelle gestioni rientranti nell’ambito di applicazione dell’istituto, fermo restando che I periodi contributivi coincidenti sono valutati una sola volta. In precedenza, poi, si era specificato che il suddetto requisito non potesse essere perfezionato totalizzando i periodi assicurativi italiani con quelli esteri, maturati in Paesi UE, Svizzera, SEE o extracomunitari convenzionati con l’Italia. Tale orientamento, tuttavia, non escludeva la possibilità di assumere una posizione più aperta in una fase successiva, in relazione alla platea dei beneficiari ed alle risorse finanziarie disponibili.
Al riguardo, perciò, considerato il numero di domande di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio trasmesse entro il 15 luglio scorso, è emerso che la platea dei destinatari sarà presumibilmente inferiore rispetto a quella prevista e, conseguentemente, ai fondi stanziati. Di qui, al fine di favorire l’ingresso di potenziali beneficiari con contribuzione estera inizialmente esclusi per difetto del requisito, viene consentito di totalizzare i periodi assicurativi italiani con quelli esteri. Le domande di certificazione delle condizioni di accesso al beneficio presentate in data successiva al 15 luglio 2017 dovranno essere istruite, o se già istruite, riesaminate, alla luce del criterio ora esposto.