Decorrenza retroattiva da maggio 2017 per l’APE volontaria

 


05 sett 2017 Con la firma del Dpcm sull’Ape volontaria, coloro che hanno maturato i requisiti in una data compresa tra il 1° maggio 2017 e la data di entrata in vigore del Dpcm in questione, potranno richiedere entro 6 mesi dall’entrata in vigore del provvedimento, la corresponsione di tutti i ratei arretrati maturati a decorrere dalla suddetta data di maturazione dei requisiti.


Si tratta dell’ultimo passaggio necessario per l’entrata in vigore del provvedimento con cui i lavoratori possono scegliere di lasciare il lavoro fino a tre anni di anticipo subendo una decurtazione della pensione al fine di finanziare il prestito che consente l’uscita anticipata dal lavoro. In origine l’Ape volontaria doveva essere operativa dal mese di maggio ma, come noto, la sua attuazione è stata pià volte rimandata, fino all’ultimo stop ad opera del Consiglio di Stato, il quale invitata ad alcune modifiche. Rispetto alle condizioni iniziali, sono state inserite in corso d’opera alcune novità, ma i capisaldi della normativa restano quelli fissati in precedenza.
Ai sensi del comma 166, primo periodo, della legge di stabilità 2017, l’APE viene corrisposta non già, così come avviene nella quasi totalità dei prestiti, in unica soluzione, bensì sotto forma di rendita temporanea per dodici mensilità su base annua fino ad un massimo di 3 anni e 7 mesi a favore dei soggetti iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla gestione separata, i quali al momento della richiesta dell’APE, hanno un’età anagrafica minima di 63 anni e che maturino il diritto ad una pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi, purchè siano in possesso del requisito contributivo minimo di venti anni e la loro pensione mensile, al netto della rata di ammortamento, corrispondente all’APE richiesto, sia pari o superiore, al momento dell’accesso alla prestazione, a 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell’assicurazione generale obbligatoria.
La restituzione del prestito avviene a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia con rate di ammortamento mensili per una durata di venti anni.
Una volta in possesso della certificazione per il diritto all’APE, rilasciata dall’INPS, il soggetto interessato dovrà presentare, qualora ritenga di accedere a tale prestazione, insieme alla domanda di anticipo pensionistico anche la richiesta della pensione di vecchiaia da liquidare al raggiungimento dei requisiti di legge.