La disciplina del Fondo di solidarietà intersettoriale della provincia di Bolzano (2/2)

 

L’Inps illustra la disciplina del Fondo di solidarietà della provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige, a seguito dell’emanazione del decreto ministeriale di attuazione

(continua) L’assegno ordinario è di importo pari all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, comprese fra le ore zero e il limite dell’orario contrattuale, con applicazione dei massimali annui previsti per Cigo.
La prestazione può essere concessa per una durata massima non superiore a 13 settimane per ogni unità produttiva e, in ogni caso, nel limite di 26 settimane complessive di fruizione nel biennio mobile. In ogni caso non possono essere autorizzate ore di assegno ordinario eccedenti il limite di 1/3 delle ore ordinarie lavorabili nel biennio mobile, con riferimento a tutti i lavoratori dell’unità produttiva mediamente occupati nel semestre precedente la domanda di concessione dell’assegno ordinario, salva l’ipotesi di ricorso al contratto di solidarietà. In caso di ricorso a quest’ultima causale, la riduzione media oraria non può essere superiore al 60% dell’orario giornaliero, settimanale o mensile dei lavoratori interessati al contratto di solidarietà e, per ciascun lavoratore, la percentuale di riduzione complessiva dell’orario di lavoro non può essere superiore al 70% nell’arco dell’intero periodo per il quale il contratto di solidarietà è stipulato. Al fine della verifica del biennio mobile si calcolano le 103 settimane a ritroso dalla fine della prima settimana di riduzione di orario. Quanto ai limiti complessivi di durata, per ciascuna unità produttiva l’assegno ordinario non può superare la durata massima complessiva di 24 mesi in un quinquennio mobile. Ai fini della durata massima della prestazione, la durata dei trattamenti per la causale di contratto di solidarietà si computa per la metà per la parte non eccedente i 24 mesi. Per la verifica della durata massima complessiva nell’ambito del quinquennio “mobile”, si considera la prima settimana oggetto di richiesta di prestazione e, a ritroso, si valutano le 259 settimane precedenti.
L’accesso all’assegno ordinario è preceduto dall’espletamento delle procedure di informazione e consultazione sindacale, ad eccezione della causale del contratto di solidarietà per la quale è necessario un contratto collettivo aziendale. Le domande di accesso, a prescindere dalla causale invocata, devono essere presentate alla Strutturale territoriale di Bolzano non prima di 30 giorni e non oltre il termine di 15 giorni dall’inizio della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. Le istanze di accesso alla prestazione possono essere presentate successivamente alla costituzione del Comitato amministratore del Fondo (con successivo messaggio Inps, ne verrà data notizia) ed esclusivamente per periodi successivi alla data del 31 dicembre 2016.
Una volta deliberata la concessione dell’intervento da parte del Comitato amministratore, la Struttura territoriale di Bolzano rilascia conforme autorizzazione. In fase di prima applicazione, il pagamento dell’assegno ordinario avverrà esclusivamente con la modalità del pagamento diretto.
Per il finanziamento degli assegni ordinari è dovuto mensilmente (da marzo 2017) al Fondo un contributo ordinario dello 0,45% (di cui lo 0,30% a carico del datore di lavoro e lo 0,15% a carico dei lavoratori) calcolato sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali di tutti i lavoratori dipendenti, esclusi i dirigenti. In caso, poi, di ricorso all’assegno ordinario, è dovuto dal datore di lavoro un contributo addizionale nella misura del 4% calcolato sulle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali perse dai lavoratori che fruiscono della prestazione.
I datori di lavoro che abbiano le caratteristiche per la partecipazione obbligatoria al Fondo, devono fare richiesta alle sedi Inps competenti avvalendosi della funzionalità “Contatti” del Cassetto previdenziale aziende, trasmettendo una dichiarazione di responsabilità in ordine all’esistenza del requisito occupazionale con l’apposito modulo “SC92”. Nello stesso modulo può essere manifestata la volontà di adesione facoltativa per chi occupa da uno sino a 5 dipendenti.