Lavoratori dello spettacolo e obbligo dell’assicurazione economica di malattia

 

Una ricognizione dei principi fondanti l’assicurazione della prestazione economica di malattia per i soggetti iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo (FPLS) e della disciplina della correlata obbligazione contributiva.


 


Nell’ambito dello spettacolo, il diritto all’assicurazione obbligatoria di malattia è disciplinato da normativa speciale, in forza del quale detta assicurazione, allo stato da riferirsi al solo trattamento economico, opera in regime sostitutivo dell’assicurazione generale di malattia. Tale diritto sussiste in favore di tutti i lavoratori dello spettacolo identificati dall’obbligo assicurativo IVS presso il Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo, senza che abbia rilievo la sussistenza o meno del vincolo di subordinazione. Fa eccezione, tuttavia, a tale regola l’appartenenza dell’assicurato alla figura professionale del “lavoratore autonomo esercente attività musicali”, per il quale l’obbligo contributivo è limitato ai soli fini IVS. Peraltro, il riferimento agli “iscritti” implica che l’obbligazione contributiva prescinda dai tratti distintivi del datore di lavoro e, piuttosto, si configuri anche con riguardo a categorie di lavoratori che, in base al settore di attività dell’impresa, sarebbero normalmente escluse. Per gli altri profili strutturali della obbligazione contributiva del datore di lavoro/committente, anche nello spettacolo, come per la generalità dei lavoratori dipendenti, le aliquote relative all’assicurazione economica di malattia devono essere applicate sull’intera retribuzione imponibile; devono, altresì, essere osservate tutte quelle disposizioni che prevedono retribuzioni medie e convenzionali, nonché il rispetto di minimali di retribuzione contrattuale e di retribuzione giornaliera di legge. Inoltre, per i lavoratori dello spettacolo con contratto di lavoro a tempo determinato, i contributi, così come le prestazioni per le indennità economiche di malattia, sono calcolati su un importo massimo della retribuzione giornaliera, pari ad euro 67,14. Peraltro, tenuto conto dell’evoluzione nell’utilizzo dei contratti a termine come tipologie flessibili di impiego, la previsione va applicata a tutte le fattispecie di rapporti di lavoro a “durata limitata”, incluso alle ipotesi di lavoro autonomo “a prestazione”. Allo stato, la misura del contributo per i “lavoratori dello “spettacolo” è pari al 2,22% della retribuzione ovvero del compenso imponibile.