L’attività di mediazione è incompatibile con attività iscrivibili nel Registro Imprese

 

Qualora una qualsiasi attività sia esercitata sotto forma imprenditoriale, con conseguente iscrizione al competente ufficio del Registro Imprese camerale, la stessa risulta incompatibile con l’esercizio congiunto di quella di agente in affari in mediazione (Ministero Sviluppo Economico – Pareri nn. 74900/2016 e 74885/2016).

L’attività di mediatore oltre ad essere incompatibile con l’attività svolta in qualità di dipendente da persone, società o enti, privati e pubblici, ad esclusione delle imprese di mediazione, è incompatibile con qualsiasi attività imprenditoriale e professionale esercitata in settori del tutto diversi. L’esercizio congiunto è infatti consentito solo:
– con quelle attività collegate e messe in atto per la conclusione degli affari intermediati;
– con attività riconducibili espressamente al rapporto di mediazione.

L’incompatibilità con le altre attività sussiste qualora quest’ultime siano soggette all’obbligo di iscrizione nel Registro delle Imprese. In riferimento all’esercizio congiunto con l’attività di amministratore di condominio, l’incompatibilità sussiste soltanto qualora l’attività condominiale sia svolta in forma di impresa e cioè quando sussiste l’obbligo di iscrizione del Registro Imprese. La valutazione del carattere imprenditoriale dell’attività non può essere determinato in modo univoco ma è di competenza della Camera di commercio competente che valuta ogni singola fattispecie sulla base degli elementi che caratterizzano l’attività (ad es. il compenso percepito e il numero dei condomini amministrati).

Relativamente all’incompatibilità dell’attività di mediazione con quella di produttore agricolo (produzione e vendita dei propri prodotti), anche in tal caso, la valutazione deve essere effettuata in relazione all’iscrivibilità o meno dell’attività agricola nel Registro Imprese.
L’incompatibilità tra le due attività sussiste esclusivamente qualora l’attività agricola sia caratterizzata dalla produzione e vendita dei propri prodotti su aree pubbliche, anche se con un volume d’affari non superiore a 7.000 euro. In tal caso, sussiste l’obbligo d’iscrizione dell’attività nel Registro Imprese e quindi l’incompatibilità con l’attività di mediazione.