Contratto di inserimento lavorativo: istruzioni Inail

 

L’art. 22, co. 3, L. n. 183/2011 ha rinviato a un decreto del Ministro del lavoro di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze (decreto interministeriale del 10 aprile 2013), l’individuazione delle aree geografiche, presupposto per l’applicazione dell’incentivo connesso alla stipula dei contratti di inserimento per gli anni 2009, 2010, 2011 e 2012. L’Inail, riepilogando la disciplina in questione, fornisce alcune istruzioni operative.


A decorrere dal 14 maggio 2011 (d.l. 70/2011 conv. con mod. in L. n. 106/2011), la fruizione delle agevolazioni contributive connesse all’assunzione con contratto di inserimento di donne lavoratrici, nei limiti definiti dalla Riforma del lavoro, è consentita in presenza dei seguenti requisiti:
– mancanza di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
– residenza e svolgimento delle prestazioni lavorative in una area geografica il cui tasso di occupazione femminile sia inferiore almeno del 20 per cento di quello maschile o in cui il tasso di disoccupazione femminile superi del 10 per cento quello maschile.
Con riferimento all’essere donne, “prive di un impiego regolarmente retribuito”, il Ministero del lavoro ha precisato che si tratta di lavoratrice che negli ultimi 6 mesi non ha prestato attività lavorativa riconducibile ad un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno 6 mesi ovvero ha svolto attività lavorativa in forma autonoma o parasubordinata dalla quale derivi un reddito inferiore al reddito annuale minimo personale escluso da imposizione.

Si ricorda, tuttavia, che a decorrere dal 1° gennaio 2013, il contratto di inserimento è stato abrogato dalla Riforma del lavoro, facendo salva l’applicazione delle disposizioni in materia in relazione alle assunzioni con tale tipologia contrattuale effettuate entro il 31 dicembre 2012.
Il citato decreto interministeriale del 10 aprile 2013 fa salvi, infatti, gli effetti dei contratti di inserimento stipulati negli anni dal 2009 al 2012 con riferimento alle aree individuabili ai sensi dell’art. 54, c. 1, lett. e) del d.lgs. 276/2003 nella formulazione vigente.

Per l’ambito di competenza Inail, nessun ulteriore adempimento è richiesto ai datori di lavoro che hanno fruito delle agevolazioni in conformità al disposto del Decreto ministeriale 10 aprile 2013. I datori di lavoro che invece, pur avendone i requisiti, non hanno usufruito dell’agevolazione o ne hanno usufruito in misura inferiore, devono trasmettere via Pec alla Sede competente, entro il 30 giugno 2014, una nuova dichiarazione delle retribuzioni in sostituzione di quella o di quelle già trasmesse per gli anni 2009 – 2012. Nella dichiarazione delle retribuzioni devono essere indicate le retribuzioni parzialmente o totalmente esenti nonché il relativo codice.
Parimenti, i datori di lavoro che hanno usufruito dell’agevolazione in misura superiore al 25% non avendone i requisiti, devono regolarizzare la propria posizione trasmettendo via Pec alla Sede competente, entro il 30 giugno 2014, una nuova dichiarazione delle retribuzioni in sostituzione di quella o di quelle già trasmesse per gli anni 2009 – 2012, utilizzando il predetto modello.
Alla ricezione delle dichiarazioni, le Sedi provvedono a rideterminare il premio con apposito provvedimento di variazione da notificare agli interessati.
L’eventuale premio a debito va pagato entro il termine fissato dall’Inail e comunicato con il provvedimento stesso. L’eventuale premio a credito versato deve essere rimborsato. Naturalmente, in presenza di debiti insoluti, non si fa luogo a determinazione del premio con applicazione della riduzione non fruita o fruita in misura inferiore a quella spettante, se non previa regolarizzazione della posizione contributiva.