La contribuzione integrativa volontaria per i periodi di lavoro intermittente

 

Le modalità ed i termini di versamento della contribuzione volontaria, integrativa della contribuzione obbligatoria, in corrispondenza di periodi regolati da contratto di lavoro intermittente.

Nelle ipotesi in cui il lavoratore sia assunto con contratto di lavoro intermittente e presti attività lavorativa per un numero di ore inferiore a quello contrattualmente previsto per i soggetti occupati a tempo pieno, l’anzianità contributiva deve essere determinata in “settimane utili”, in numero pari al rapporto ottenuto dividendo il totale delle ore retribuite nel periodo lavorato per l’orario contrattuale settimanale del tempo pieno.
Ciò premesso, poiché ai periodi lavorativi svolti dal lavoratore intermittente si applica il principio di non discriminazione rispetto a quelli prestati dal lavoratore ordinario, i lavoratori in questione possono integrare la contribuzione obbligatoria in loro favore, versando in forma volontaria, una contribuzione calcolata sulla differenza fra una retribuzione convenzionale pari al limite minimo settimanale per l’accredito dei contributi obbligatori e figurativi ed il valore degli emolumenti percepiti (comprensivi dell’indennità di disponibilità), fino a concorrenza del predetto parametro minimo.
Tale facoltà è esercitabile a domanda e non è richiesto alcun requisito contributivo. La facoltà in esame, perciò, è riconosciuta a tutti i soggetti che abbiano prestato lavoro intermittente, fermo restando il riferimento esclusivo ai periodi interessati da un valore imponibile inferiore a quello della retribuzione convenzionale individuata ai sensi del decreto citato.
Per ciascun periodo da integrare si deve prioritariamente quantificare la retribuzione convenzionale moltiplicando l’importo del minimale settimanale vigente nell’anno interessato dal versamento, per il numero delle “settimane utili”, relative al periodo di attività lavorativa e/o di disponibilità considerato. Dal predetto valore va poi sottratto l’ammontare della retribuzione da lavoro intermittente ovvero l’indennità di disponibilità percepita. Il risultato così ottenuto rappresenta la base di calcolo del contributo volontario integrativo. L’aliquota contributiva IVS da applicare è quella vigente nell’anno oggetto dell’integrazione.
L’autorizzazione va richiesta annualmente, pena la decadenza, entro il 31 luglio dell’anno successivo a quello in cui si collocano i periodi per i quali sono consentiti i versamenti delle differenze contributive, avvalendosi esclusivamente dei seguenti canali:
– per via telematica, accedendo direttamente, tramite PIN, ai servizi telematici disponibili sul sito internet dell’Istituto (www.inps.it), nella sezione “Servizi Online – Per tipologia di utente – Cittadino – Versamenti Volontari”;
– mediante comunicazione telefonica al Contact Center Multicanale, identificandosi tramite PIN e codice fiscale;
– attraverso intermediari abilitati.
Le richieste relative agli anni per i quali sia già decorso il predetto termine vanno presentate entro 6 mesi dalla data del 20 marzo 2014, a pena di decadenza.
Il provvedimento di autorizzazione ed il bollettino MAV vengono inviati al richiedente mediante raccomandata con avviso di ricevimento. Il versamento va eseguito dall’interessato per l’intero ammontare, entro la fine del trimestre successivo a quello di notifica della relativa autorizzazione, pena la decadenza. I versamenti effettuati in ritardo si considerano inefficaci e sono rimborsati, senza maggiorazione per interessi.