Somme iscritte a ruolo, l’incremento delle rate è retroattivo

 

In materia di riscossione mediante ruolo, è applicabile in via retroattiva la disciplina sull’incremento del numero delle rate non pagate che determina la decadenza dal beneficio della rateazione (Agenzia delle entrate – Risoluzione 19 marzo 2014, n. 32/E).

Il Fisco giunge a tale conclusione in base all’interpretazione delle seguenti disposizioni di legge:
– ai sensi dell’art. 52, co. 1, lett. a), n. 1), D.L. n. 69/2013 (Decreto Fare), con riferimento alla disciplina della rateazione delle somme iscritte a ruolo, ove il debitore si trovi, per ragioni estranee alla propria responsabilità, in una comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica, la rateazione può essere aumentata fino a 120 rate mensili;
– ai sensi dell’art. 4 del decreto di attuazione del 6 novembre 2013, in materia di rateizzazione straordinaria delle somme iscritte a ruolo, i piani di rateazione già accordati alla data di entrata in vigore della modifica normativa “possono, su richiesta del debitore e in presenza delle condizioni di cui all’art. 3, essere aumentati fino a 120 rate”.
Pertanto, ritiene che la medesima ratio possa essere applicata, in via interpretativa, alla disposizione che ha innalzato (da due a otto) il numero delle rate il cui mancato pagamento determina la decadenza dal beneficio della rateazione, ossia con riferimento ai piani di rateizzazione già in essere e, dunque, non decaduti alla data del 22 giugno 2013, data di entrata in vigore del citato Decreto Fare.