Mobilità e ASpI, sospeso il pagamento in presenza di debiti

 

La corresponsione anticipata dell’indennità di mobilità e di disoccupazione in ambito ASpI è sospesa in caso di debiti.

In particolare, è previsto l’obbligo per i soggetti pubblici, prima di effettuare, a qualunque titolo, il pagamento di un importo superiore a 10.000,00 euro, di verificare se il beneficiario è inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno allo stesso importo e, in caso affermativo, di non procedere al pagamento, segnalando la circostanza all’agente della riscossione competente per territorio, ai fini dell’esercizio dell’attività di riscossione delle somme iscritte a ruolo.
Tra le prestazioni escluse dalla verifica suddetta, vi sono i trattamenti temporanei di sostegno al reddito, ma non la corresponsione anticipata dell’indennità di mobilità.
Secondo l’orientamento giurisprudenziale “l’erogazione in una unica soluzione ed in via anticipata dell’indennità non è più funzionale al sostegno dello stato di bisogno che nasce dalla disoccupazione e quindi perde la connotazione di tipica prestazione di sicurezza sociale, per assumere la natura di contributo finanziario, destinato a sopperire alle spese iniziali di un’attività che il lavoratore in mobilità svolge in proprio e tale resta la sua funzione sia che venga svolta un’attività di artigiano, ovvero di commerciante o ancora attività imprenditoriale”.
Pertanto, si ritiene che, il pagamento dell’anticipazione dell’indennità di mobilità debba essere oggetto dell’accertamento richiamato. Analoga verifica deve essere svolta nelle ipotesi di liquidazione dell’anticipazione delle indennità di disoccupazione AspI.