Prima casa, il riacquisto per donazione non cancella i benefici

 

Con sentenza n. 5689 del 12 marzo u.s, la Corte di Cassazione ha stabilito che non ricorre la decadenza dai benefici per l’acquisto della “prima casa”, quando la cessione dell’immobile agevolato prima del decorso di cinque dall’acquisto sia seguita, entro un anno, dall’acquisizione di un altro immobile, anche mediante donazione.

In caso di acquisto di un’abitazione non di lusso, quale “prima casa”, è riconosciuta una tassazione ridotta ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale ovvero ai fini dell’imposta sul valore aggiunto (nelle ipotesi in cui è prevista l’applicazione dell’IVA in luogo dell’imposta di registro).
La vendita dell’immobile acquistato usufruendo delle agevolazioni fiscali previste per l’acquisto della “prima casa”, prima del decorso del termine quinquennale, determina la decadenza dai benefici e l’obbligo di versare le imposte in misura ordinaria, oltre sanzioni e interessi.
I benefici riconosciuti, tuttavia, si conservano acquistando entro un anno dalla vendita dell’immobile agevolato, un altro immobile non di lusso, da adibire a propria abitazione. A tal fine, i giudici della Suprema Corte, interpretando le norme che regolano i benefici cd. “prima casa”, hanno affermato che l’acquisto del secondo immobile non deve essere necessariamente a titolo oneroso, ma deve essere riconosciuto il mantenimento dei benefici anche quando l’acquisto avvenga a titolo gratuito, come nel caso della donazione.
La normativa riconosce l’agevolazione “prima casa” sia ai trasferimenti onerosi che a quelli gratuiti. Orbene, secondo i giudici, lo stesso punto, quando stabilisce che per il mantenimento dell’agevolazione si deve procedere all’acquisto di altro immobile da adibire a propria abitazione principale non dice diversamente, giacché, come noto, acquisto è sia quello oneroso che quello gratuito.
Ne consegue che devono ritenersi soddisfatte le condizioni previste per il mantenimento dei benefici anche quando il secondo immobile sia acquisito mediante donazione. In considerazione del rinvio operato dalla normativa in materia di IVA a quella sull’imposta di registro, la medesima conclusione vale qualora sia stata assolta l’IVA in luogo dell’imposta di registro.
Infine, secondo i giudici, è irrilevante che le somme ricavate dalla vendita del primo immobile venduto siano reinvestite nel secondo acquisto, potendo lo stesso essere acquistato a titolo gratuito.